La scelta dei libri 2019/2020

La scelta dei libri 2019/2020
Come proposta per la prossima stagione 2019/2020, abbiamo chiesto a dei critici esperti di indicare tre titoli  significativi per la letteratura degli ultimi venti anni: un autore italiano, un autore dell’Unione Europea, un autore extraeuropeo (o di respiro universale).

Ed ecco i titoli e i critici che li hanno proposti:

Pia Masiero, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, Università Ca’ Foscari:
Valeria Parrella, Tempo di imparare, Einaudi, 2013.  Un bambino si appresta a cominciare la scuola. Ma il tempo dell’apprendimento non è solo il suo e coinvolge in maniera inaspettata e sorprendente la sua famiglia allargata. Una storia profonda che ci costringe ad interrogarci su cosa è normale e cosa non lo è.
Ilija Trojanov, Dopo la fuga, EDT, 2018. Brevi scene ci accompagnano nel territorio ostico di cosa significhi patria, identità, fuga, confini, differenze. Una mappa sintetica per il nostro tempo – spunti vitali per ripensare chi siamo e chi vogliamo essere.
Guadalupe Nettel, Petali ed altri racconti scomodi, La Nuova Frontiera, 2019. Storie scomode, fulminanti nella loro intima essenzialità che ci portano in territori che sembrano eccentrici solo a prima vista.

Marco Cavalli – critico, traduttore:
Aldo Busi, Le consapevolezze ultime, Einaudi 2018. Un ritratto dell’Italia di inizio Millennio nelle sue derive sociali e politiche vicine, per mentalità, al Ventennio fascista. Un “Metti una sera, a cena” che si allarga fino a includere gli ultimi settant’anni della storia del nostro Paese, tra ilarità inquietanti e finte tragedie.
Robert Menasse, La capitale, Sellerio 2018.  L’Unione europea come un enorme affare economico al quale non si può rinunciare. Questa la sintesi del romanzo “La capitale”, che ha in Bruxelles il centro simbolico di una ragnatela di equivoci e di cointeressenze che chiamano in cause figure e situazioni tra le più disparate e disperate, in un grottesco balletto di destini individuali che si incrociano e si sovrappongono, si escludono e si eliminano a vicenda come in una gigantesca partita a scacchi.
Giuseppe Pitré, Fiabe e leggende popolari siciliane, Donzelli 2016. Una delle uscite editoriali più importanti degli ultimi vent’anni. L’edizione critica e completa, con testo originale a fronte, della raccolta di narrazioni popolari che il medico Giuseppe P. mise insieme nell’Ottocento facendosele narrare da persone del popolo, e nella loro lingua. Un immenso patrimonio di oralità destinato a diventare un monumento in Europa – i fratelli Grimm ne furono tra i primi ammiratori – e un’alternativa troppo a lungo sconosciuta alla letteratura istituzionale. Dal Pitré Italo Calvino prese oltre un terzo delle fiabe italiane da lui trascritte in italiano.

Alessandro Cinquegrani – Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari:
Questi libri rappresentano tre modi diversi di dire io. Il che comporta tre modi diversi di intendere il rapporto tra la realtà e la finzione, che sembra essere il tema cruciale degli ultimi vent’anni: si può ancora credere nella finzione? E a quali condizioni? Le meccaniche della narrazione sono ormai troppo invasive per poterci credere ancora? E poi: come è possibile ricreare un personaggio-uomo credibile, come lo definì Giacomo Debenedetti: «Se gli chiediamo di farsi conoscere, come capita coi poliziotti in borghese, gira il risvolto della giubba, esibisce la placca dove sta scritta la più capitale delle sue funzioni, che è insieme il suo motto araldico: si tratta anche di te. Allora non c’è più scampo, bisogna lasciare che si intrometta». Quel personaggio-uomo è morto per sempre? Nel proliferare di avatar e di realtà parallele, dei social e del reality, cosa significa dire io, se non manifestarsi nella propria identità concreta, fisica, reale? Questi autori sembrano cercare questa strada. Ma è davvero così? E a che prezzo?

Questi libri sono delle proposte di lettura per i nostri GdL: potete leggerli tutti, solo uno o … nessuno! A maggio 2020 ci incontreremo tutti insieme e potremo conversare e confrontarci con i tre esperti.

gdlinveneto