Un anno vissuto letterariamente 2025-2026 – I TITOLI (2)

Un anno vissuto letterariamente 2025-2026 – I TITOLI (2)

INTRECCI- I titoli (2)

Il quarto consiglio di lettura ce lo regala la scrittrice veronese Paola Barbato:

CONDOMINIO R39 di Fabio Deotto, Einaudi, 2014.

La motivazione della scelta:
“Rappresenta perfettamente la società nei suoi molteplici aspetti, il sospetto che gli uni proviamo nei confronti degli altri, il nostro farci formicaio, brulicante di pensieri che si connettono solo a tratti”.

Consiglio di lettura dalla Provincia di Verona.

 


 

Il quinto consiglio di lettura dallo scrittore veneziano Giovanni Montanaro:

UN’EREDITÀ DI AVORIO E AMBRA di Edmund De Waal, Bollati Boringhieri, 2011.

La motivazione della scelta:
“È il libro che mi ha più colpito negli ultimi quindici anni.
Continuo a parlarne, a regalarlo.
Prende una linea contemporanea, di un memoir con pochi tratti di romanzesco, ma con la capacità di raccontare una grande storia.

L’intuizione è quella di procedere seguendo una collezione di ninnoli giapponesi che ogni generazione di una famiglia si trasmette per più di un secolo, un po’ casualmente, un po’ con amore. E così il libro sprigiona diversi contesti, Parigi come Vienna, come il Giappone. E racconta la grande storia europea, la sua grande tragedia, la Shoah, una famiglia di banchieri potenti che quasi scompare, ma anche come ogni famiglia poi si ritrova intorno agli oggetti, a cercare dove metterli, a pensare a chi appartenevano e perché, alla fine, ci sono ancora.”

Consiglio di lettura dalla Provincia di Venezia.

 


 

Il sesto consiglio di lettura viene proposto dalla scrittrice padovana Emanuela Canepa:

LE ORE di Michael Cunningham, Bompiani, 1999 (e, successivamente, La Nave di Teseo, 2020).

La motivazione della scelta:
“Ho scelto questo titolo perché mi pare risponda perfettamente all’idea di intreccio.

Intreccia, infatti, la storie di tre donne che si fanno da specchio vicendevolmente in epoche diverse (gli anni ’30, gli anni ’50 e gli anni ’90), e ognuna delle quali è legata alle altre da legami indiretti di amicizia o di parentela.

Su un piano diverso l’intreccio funziona in modo ancora più pervasivo mettendo in scena un dialogo tra realtà e letteratura, perché le tre donne sono in parte personaggi realmente vissuti (Virginia Woolf), in parte personaggi di fantasia, e uno dei due personaggi di fantasia (interpretato da Meryl Streep) è in realtà la proiezione del più celebre personaggio letterario creato dalla Woolf, e cioè la signora Dalloway, che è infatti il soprannome che le ha assegnato il più caro dei suoi amici.

È insomma un romanzo dove il concetto di intreccio viene elevato alla massima potenza con grande abilità.”

Consiglio di lettura dalla Provincia di Padova.

 


 

(CONTINUA…)

 

gdlinveneto